Studio Lucchese
Pagina FAQ · Maggio 2026

Le risposte alle domande che ci fanno più spesso

Abbiamo raccolto qui le domande che ci vengono poste più spesso da imprenditori e titolari d'azienda. Se non trovi quello che cerchi, scrivici.

01 Lavorare con noi

Q1 - Cosa fa esattamente un commercialista per la mia azienda?
Il commercialista è il professionista che si occupa della gestione contabile e fiscale della tua azienda, ma il ruolo può andare molto oltre gli adempimenti di base. Nel nostro caso, affianchiamo i clienti non solo nella tenuta della contabilità e nelle dichiarazioni fiscali, ma anche nella lettura strategica dei numeri, nella pianificazione fiscale, nelle valutazioni aziendali e nelle scelte che riguardano il futuro dell'impresa. In sintesi: ci occupiamo di tutto ciò che riguarda la salute economica e fiscale della tua azienda, con un occhio sempre puntato sulle opportunità e sui rischi.
Q2 - Come posso iniziare a lavorare con noi?

Il primo passo è semplice: scrivici o chiamaci. Organizziamo un primo incontro conoscitivo, di persona presso la nostra sede in Piazza Savini 5 – Saint Vincent (AO), oppure da remoto, in cui ci racconti la tua situazione e capiamo insieme se e come possiamo aiutarti. In quella prima conversazione valutiamo:

  • la tua situazione attuale (contabile, fiscale, societaria)
  • le tue esigenze principali e le priorità
  • i servizi più adatti al tuo caso
  • i tempi e le modalità di collaborazione

Non esiste una formula standard: ogni percorso viene costruito in base alle esigenze specifiche del cliente.

Q3 - Ti occupi anche delle buste paga e dei cedolini?
No. La gestione delle paghe e dei cedolini è una specializzazione separata che richiede competenze e software dedicati. Non è un servizio che offriamo direttamente, ma collaboriamo con professionisti specializzati, consulenti del lavoro, a cui possiamo indirizzarti se ne hai bisogno. In questo modo puoi avere un riferimento per la contabilità e uno per la gestione del personale, coordinati tra loro.
Q4 - Posso cambiare commercialista anche a metà anno?
Tecnicamente sì, non ci sono vincoli di legge che lo impediscano. Nella pratica, però, è fortemente consigliato pianificare il cambio con attenzione, preferibilmente entro il primo trimestre dell'anno. Il motivo è semplice: il passaggio è molto più ordinato quando avviene a inizio anno, dopo che il commercialista uscente ha chiuso e consegnato tutta la documentazione relativa all'anno precedente. In questo modo il nuovo professionista parte da una situazione pulita, con tutta la storia contabile e fiscale disponibile, senza dover gestire pratiche a metà percorso. L'ideale è comunicare al proprio commercialista la decisione di cambiare entro fine anno, così che sia consapevole che il mandato si conclude lì e possa preparare il passaggio di consegne in modo completo.

02 Contabilità e fisco

Q5 - Quali sono le scadenze fiscali più importanti dell'anno?

Le scadenze fiscali sono tante e cambiano ogni anno con la legge di bilancio. Le principali per una PMI sono:

  • Liquidazioni IVA periodiche, mensili o trimestrali
  • Dichiarazione IVA annuale, entro aprile
  • Dichiarazione dei redditi (Modello Redditi / IRAP), entro novembre
  • Versamento acconti e saldi IRES/IRAP, giugno e novembre
  • Comunicazioni periodiche, Intrastat, Esterometro, etc.

Per ogni cliente predisponiamo un calendario fiscale personalizzato con tutte le scadenze rilevanti e gli avvisi anticipati, così non si rischia mai di dimenticare qualcosa.

Q6 - Qual è la differenza tra contabilità ordinaria e semplificata?
La contabilità semplificata è riservata alle imprese sotto determinate soglie di ricavi (400.000 euro per le prestazioni di servizi, 700.000 euro per le altre attività) e prevede minori adempimenti rispetto a quella ordinaria. La contabilità ordinaria è obbligatoria per le società di capitali (SRL, SPA) e per le imprese che superano quelle soglie, ed è più completa perché richiede la tenuta del libro giornale, del libro degli inventari e la redazione del bilancio d'esercizio. La scelta tra i due regimi non è sempre ovvia: dipende dalla dimensione, dalla forma giuridica e dagli obiettivi dell'impresa. Ne parliamo insieme in fase di valutazione iniziale.
Q7 - Cosa devo portare al commercialista ogni anno?

Dipende dal tipo di attività, ma in generale i documenti che servono ogni anno sono:

  • Fatture attive e passive dell'anno (già gestite in digitale con la fatturazione elettronica)
  • Estratti conto bancari
  • Scontrini e ricevute di spese aziendali
  • Contratti di affitto, leasing o finanziamento
  • Documentazione relativa ad acquisti o vendite di beni strumentali
  • Eventuale documentazione di dipendenti o collaboratori

Con i clienti con cui lavoriamo stabilmente, la maggior parte di questi documenti viene gestita in modo continuativo durante l'anno, non solo a consuntivo. Questo evita il classico "accavallamento" di fine anno.

Q8 - Cosa succede se non rispetto una scadenza fiscale?
Dipende dalla scadenza e dall'entità del ritardo. In generale, il mancato rispetto di una scadenza comporta sanzioni e interessi. Tuttavia, esiste uno strumento chiamato ravvedimento operoso che permette di regolarizzare la propria posizione spontaneamente, con sanzioni ridotte rispetto a quelle che si applicano in caso di accertamento. Prima si interviene, minore è la sanzione. Se ti accorgi di aver saltato una scadenza, contattaci subito: valutiamo insieme la situazione e la risolviamo nel modo più conveniente.

03 Strategia e crescita

Q9 - Come faccio a sapere se la mia azienda sta andando bene?
Il bilancio di fine anno è uno strumento importante, ma da solo non basta, arriva troppo tardi per correggere la rotta. Gli indicatori che guardiamo con i nostri clienti in modo continuativo sono: l'andamento del fatturato rispetto all'anno precedente, i margini per linea di prodotto o servizio, i flussi di cassa (puoi avere un bilancio in utile e non avere liquidità), il rapporto tra crediti da incassare e debiti da pagare, e la sostenibilità del carico fiscale. Il controllo di gestione serve proprio a questo: avere una visione chiara della situazione in tempo reale, non solo a dicembre.
Q10 - Cos'è il controllo di gestione e mi serve davvero?
Il controllo di gestione è un insieme di strumenti e processi che ti permettono di monitorare le performance della tua azienda in modo continuativo, non solo a fine anno quando il bilancio è chiuso. Include budget, previsioni, analisi degli scostamenti, KPI personalizzati. Serve davvero? Dipende dalla dimensione e dalla complessità della tua azienda. Per una microimpresa con pochi prodotti e clienti stabili, può essere sufficiente un monitoraggio trimestrale semplice. Per un'azienda in crescita, con più linee di business o con margini variabili, diventa uno strumento indispensabile per prendere decisioni fondate e non navigare a vista.
Q11 - Conviene aprire una SRL o restare come ditta individuale?
Non esiste una risposta universale, dipende da fatturato, rischio d'impresa, obiettivi di crescita e situazione personale. In linea generale: la ditta individuale è più semplice e meno costosa da gestire, ma espone il titolare con il proprio patrimonio personale e può diventare fiscalmente svantaggiosa oltre certe soglie di reddito. La SRL offre una separazione patrimoniale tra azienda e persona, maggiore credibilità verso banche e clienti, e una gestione fiscale potenzialmente più efficiente, ma comporta costi fissi di gestione più elevati e maggiori adempimenti. È una scelta che va valutata caso per caso, con simulazioni concrete sui numeri della tua attività.
Q12 - Come si calcola il valore della mia azienda?
La valutazione d'azienda è un processo tecnico che utilizza diversi metodi - patrimoniale, reddituale, finanziario (DCF) o di mercato - e la scelta del metodo dipende dal tipo di azienda, dal settore e dallo scopo della valutazione (cessione, conferimento, passaggio generazionale, contenzioso societario). Non esiste un valore unico e assoluto: il valore dipende anche da chi compra, perché compra e in quale contesto. Come studio specializzato nelle valutazioni d'azienda, redigiamo perizie tecniche certificate utilizzabili in sede legale, fiscale e contrattuale.

04 Passaggio generazionale ed ESG

Q13 - Come funziona il passaggio generazionale di un'azienda?
Il passaggio generazionale è la pianificazione del trasferimento dell'azienda, o di una sua quota, dalla generazione attuale a quella successiva. Può avvenire per donazione, successione, vendita, conferimento in una holding o attraverso strumenti come il patto di famiglia. Non esiste un modello unico: la soluzione dipende dalla struttura dell'azienda, dalla composizione della famiglia, dalla situazione fiscale e dagli obiettivi di tutti i soggetti coinvolti. È un processo che va pianificato con anticipo - idealmente anni prima - per minimizzare l'impatto fiscale, proteggere il patrimonio e garantire la continuità aziendale. Ci occupiamo di seguire questo percorso dall'analisi iniziale alla realizzazione, coordinandoci con notai e avvocati quando necessario.
Q14 - Esistono agevolazioni fiscali per le PMI nel 2026?

Sì, nel 2026 sono attive diverse agevolazioni rilevanti per le PMI. Le principali:

  • Transizione 5.0: credito d'imposta per investimenti in digitalizzazione ed efficienza energetica
  • Fondo di Garanzia PMI: garanzia statale gratuita fino all'80% del finanziamento (massimale 5 milioni)
  • Nuova Sabatini: contributi per l'acquisto di macchinari e attrezzature
  • Agevolazioni per reti d'impresa: sospensione tassazione sugli utili reinvestiti (L. 34/2026)
  • Incentivi per il ricambio generazionale: staffetta generazionale con esoneri contributivi
  • Bandi regionali e fondi PNRR: variano per regione e settore

Il quadro delle agevolazioni cambia spesso e richiede un monitoraggio costante. Ti segnaliamo proattivamente quelle rilevanti per la tua situazione.

Q15 - L'ESG riguarda anche la mia piccola impresa?
Sì, anche se con tempistiche e modalità diverse rispetto alle grandi aziende. La direttiva europea CSRD ha già reso obbligatoria la rendicontazione ESG per le grandi imprese e le PMI quotate. Per le PMI non quotate l'obbligo formale arriverà progressivamente, ma la pressione di mercato è già presente: banche che valutano il profilo ESG nel merito creditizio, grandi clienti che richiedono dati ESG ai fornitori, bandi pubblici con criteri di sostenibilità. Iniziare ora - anche con un percorso semplice e graduale - significa arrivare preparati e, nel frattempo, sfruttare i vantaggi concreti che un buon profilo ESG già offre oggi in termini di credito, finanziamenti e reputazione.

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Scrivici direttamente - rispondiamo a tutte le domande e, se serve, organizziamo una prima consulenza per valutare insieme la tua situazione.